Una risata mi seppellirà

Sono in preda ad una crisi fotografica.

Vabbè che fra crisi esistenziali, crisi d’identità o crisi di panico sono sotto ogni  3×2, ma nelle ultime settimane sono alle prese con dubbi artistici.

In un momento di profondo sconforto ho chiesto ad un amico: “ma io, che ci devo fare con la mia fotografia?”. E lui: ” l’unica risposta possibile: DIVERTIRTI!”.

 

eh eh eh..vecchio diavolo, ho pensato io.

 

Una bella risposta davvero. Perchè  in un solo colpo ha fatto un falò di termini come dettagli tecnici, strumenti di fruizione, visibilità, condivisione, digitale e analogico, veicolatori di idee, cultura dell’immagine e via dicendo.

Divertirmi con la fotografia, una bella sfida.

 

Dai, mi piace. E se provassi anche ad allargarla alla Vita?

 

 

 

 

 

 

 

Il menù

Ho un’amica, una donna che ammiro per la grande personalità e forza.
Ci incontriamo una mattina e la trovo di poche parole, fortemente arrabbiata, la tensione che gela il mio sorriso sfoderato per la felicità di vederla.

Sono furibonda! esclama lei con un piglio che mi riporta ai grandi casini che, so, è costretta a sopportare in famiglia e al lavoro.

Oggi penso a lei e mi chiedo quante donne, seppur forti e coraggiose e tenaci, siano costrette ad ingoiare quotidiane dosi di amarezze, senza potersi svincolare da certi percorsi malati nei quali la vita le ha gettate.

In un ipotetico Ristorante Della Consapevolezza, queste donne si siederebbero al tavolo e il cameriere porgerebbe loro l’elegante menù:

 

Delicato Antipasto di Sogni e Desideri

Bis di Realtà Cruda e Certezze Amare

Cocente Delusione adagiata su un letto di Tristezza

Rotolo di Ingiustizie 

Rabbia e Frustrazione al Vapore

Dolcetti di Disistima e Sfiducia ricoperti da una glassa di Disillusione

Il tutto annaffiato da una Malinconia con leggero retrogusto Tengo Duro e Vado Avanti 
 

Attente, donne, a non porgere al cameriere la famosa domanda: “Cosa consiglia lo chef?”

Perchè la risposta potrebbe essere: “Un’altra vita”.