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Chiusa l’azienda per tre settimane torno a casa, smarrita, chiedendomi: e mo’, che faccio ora?

Mi sono dimenticata per un bel pezzo, concentrata com’ero su altre priorità e ora che mi permetto il lusso di sprofondare sul divano mi sale quella sensazione, lontanissima, come i ricordi da bambini, dello stare con me stessa. Vivere bene la solitudine è un privilegio, scrive Duccio Demetrio, “…nel restare a osservare affascinati in cielo il volo degli uccelli..”.

Un viaggio come nelle miniere profonde di Moria, ricomincerò a sciogliere le spalle, a rilassare il sorriso, a sfogliare le pagine di un libro (una montagna di arretrati giace sul pavimento), a sprecare il tempo, a fissare lo sguardo su dettagli insignificanti come una nuvola o una staccionata, a guardarmi dentro gli occhi allo specchio.

Ritrovarsi. Riconoscersi. Assicurarsi di esistere.

Torna proprio quest’oggi, che sale la nebbia

sopra il fiume, e dimentica tutta la vita,

le miserie, la fame e le fedi tradite,

per fermarsi su un angolo, bevendo il mattino.

Vale la pena tornare, magari diverso.

 

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