Chi è dentro è dentro, chi è fuori è fuori

Oggi sono arrabbiata.

A parte che la domenica è un giorno che detesto e non vedo l’ora che arrivi sera per andare a letto, dormire profondamente e scoprire che è di nuovo lunedi mattina.

Ma oggi sono arrabbiata con quelle persone che si elevano a predicatori della santità e dispensano ideali di rettitudine con la pretesa di incastrarli perfettamente nella vita di ciascuno.

Questi psichiatri della coscienza credono di avere la formula magica, la soluzione impacchettata come il bel regalo sotto l’albero, che si adatta come pellicola domopak alla tua realtà.

Ma mi conosci?

Cioè, spiegami cosa stai dicendo, perchè usi quel tono che pretende di generalizzare. Spiegami perchè io dovrei essere uguale, pari pari, all’altro e la tua formula dovrebbe calzare per entrambi. Ma mi conosci?

No che non mi conosci e quindi proprio non tollero le tue parole. Non sei entrato nella mia vita, non sai cosa faccio, non conosci la mia storia e pretendi di aver capito tutto. Scusa, pretendi pure di giudicare e condannare.

Non escludo che potresti anche avere ragione, ma prima indossa gli abiti degli altri, vivi la loro vita, una per una, e poi, forse, potrai sentenziare.

Da fuori, senza sporcarsi le mani, si sta zitti.

 

I predicatori della Verità Assoluta non li sopporto.

 

 

 

 

La falsa pista

Ieri sera ho guardato alla tv una di quelle trasmissioni dove si dibattono temi soprattutto politici. Il classico confronto/scontro tra persone con idee diverse, generalmente di partiti diversi. E’ stato interessante, alla fine, riflettere come la mia prima impressione sugli ospiti abbia subìto una trasformazione man mano che li ascoltavo.
Ho iniziato parteggiando per alcuni e ho terminato appoggiando altri.

Il tizio con gli occhi ravvicinati l’ho preso subito in antipatia, poi mi è piaciuto il suo modo di esporre, alla fine l’ho trovato bravo ma drammaticamente di parte.
Il vecchio rugoso l’ho battezzato come il classico politico incartapecorito, poi la sua voce l’ho trovata meravigliosamente musicale, alla fine se n’è uscito con una proposta assurda condita da belle parole.
La bionda pimpante mi è piaciuta per la sua energia, l’ho trovata un po’ sciatta come presenza, alla fine ho apprezzato qualche suo attacco diretto e senza mezze misure.
Per la mora con gli occhiali avevo grandi aspettative, l’ho ascoltata pendendo dalle sue labbra ma alla fine l’ho trovata anche un tantino rancorosa.
Il vecchio (tanti vecchi ci sono in queste trasmissioni) con la cadenza lenta l’ho trovato tedioso, le sue pause lunghe erano fastidiose, alla fine è stato un tripudio di argomentazioni serie e precise.    

Com’è facile giudicare a prima vista, formarsi preconcetti anche solo per una sensazione di pelle. 
Ma soprattutto, la ragione non sta sempre dove pensiamo di trovarla.



Bianco e Nero

La vellutata che ho mangiato questa sera mi fa pensare che non tutto il bene è bene, e non tutto il male è male.

Mi spiego meglio.

La vellutata in questione era composta da una serie di verdure (carote, patate, porro, aglio..) che dovrebbero fare bene al corpo: le verdure, si sa, sono salutari. Lo dicono tutti, no?

Eppure ho lo stomaco sottosopra, gonfio e pesante, sono qui sulla sedia a sopportare crampi e sudori freddi. Quindi non è vero, rifletto, che le verdure fanno sempre bene.

Quante cose, allora, reputiamo giuste e buone ma in realtà sono nocive.

Pensiamo a certe verità che consideriamo positive ma la cui esternazione si rivela dannosa per la persona che la ascolta. Un aiuto ad un figlio in difficoltà che in realtà non lo responsabilizza. Una buona azione compiuta solo per essere ammirata.

Così come certi eventi negativi si rivelano esperienze positive della nostra vita. 
Un madornale errore che ci insegna e ci fa maturare. Un lutto che ci apre il cuore e ci rende sensibili. Un tradimento che salva un matrimonio.

Dunque non è così facile distinguere il bene dal male, non è scontato delineare cosa è bianco e cosa è nero. Bisognerebbe avere la forza, e forse anche l’apertura mentale, di non giudicare, di non cadere in una morale ed in una retorica che diventano passi falsi.

 

Ciò che ho imparato stasera, comunque, è che ogni tanto non fa mica male mangiare le patatine fritte.

 

 

Bell’Italia

 

 

Questa foto mi ricorda i grandi e desolati spazi americani, con le lunghe autostrade e l’aria polverosa del deserto. Uno pensa all’America e subito esclama “Aaahh!!.. L’America…”.

E invece è Comacchio. Tiè.
Già il nome non parrebbe ispirare nulla di grandioso, e invece è un angolino di terra che riserva grandi sorprese ai fotografi.

Brutta roba i pregiudizi.