forse ce la facciamo

Sicuramente l’albero immenso o forse no o magari piccolo per non fare i bastian contrari, il presepe è un impegno quindi resta nello scatolone con il muschio che si sparpaglia sul pavimento insieme al foglio con la notte stellata da attaccare al muro che lascia i segni dello scotch, i tortellini del 25 si potrebbero saltare perchè ormai è natale tutto l’anno e quel giorno non avremo nemmeno fame ma sarà solamente appetito, ogni anno qualcuno esclama non-c’è-bisogno-di-nulla ma un pacchetto esce sempre perchè non si è abituati a darsi solo un abbraccio caloroso e a volersi bene veramente, il planning per incastrare pranzo/cena con famiglie/parenti/amici, i banchetti con la stella e la donazione visto che a natale il portafoglio si intenerisce e la coscienza chiude il cerchio come se il resto dell’anno non esistessero nè poveri nè malati, la polemica dei canti natalizi vietati nelle scuole e mi chiedo se il Dio Cristiano sia così d’accordo nel creare separazioni e distanze nel Suo nome, interminabili file nei negozi per un gadget che chissà se rappresenta davvero il nostro sentimento, il proposito annuale di non ripetere un natale barocco ma dobbiamo essere più buoni e basta.

Come un panettone, succede alla fin fine.

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Il “più” di valore

Per il Natale 2011

ho comprato più biglietti,

ho comprato più carta,

ho usato più nastri e spago,

ho cercato più poesie,

ho usato più fogli colorati,

ho usato più pennarelli,

ho acquistato più buste imbottite per le spedizioni,

ho usato più francobolli.

 

Ma il “più” veramente importante sono gli amici in più con cui condividerò gli auguri.

Un elenco di nomi che si allunga è il regalo “più” bello.