Una vita di cemento

Con la fotografia si entra nella vita degli altri. 
Guardo i loro scatti, attimi di quotidianità, vacanze, amicizie.. e a volte mi imbatto in istantanee di tale leggerezza che viene da invidiarle. D’istinto penso ai casini della mia vita, al rancore che covo per certi torti subìti, alle relazioni incancrenite che non riesco a risolvere, al lavoro che non decolla nonostante gli sforzi, alle ingiustizie, ai colpi di sfiga.. e mi sembra di non pensare ad altro, di vivere sempre e solo condizionata da queste negatività.

Sarà per questo continuo farmi carico di ogni singolo tassello di esistenza per curarlo al meglio, il non lasciare nulla al caso, la prevenzione contro i contrattempi, la presa che non molla, il lisciare ogni piega, il continuo aggrapparmi a ciò-che-non-va-e-che-invece-sarebbe-dovuto-andare.

Anche io voglio quelle istantanee di leggerezza, anche io voglio comparire in foto che rido, in pose strambe con la lingua in fuori, con un cappello buffo in testa, ad essere abbracciata da amici, le foto storte e sgranate per quel furto d’attimo spensierato.

Non la voglio più una vita di cemento.