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La domenica mattina al bar ci sono i tavoli occupati dai vecchi che giocano a carte, vecchi con la camicia bianca e il cappello che si chiamano i punti “hai una briscola o un carico?” e si arrabbiano se la fortuna gira male, urlano con chi alle spalle suggerisce di calare la carta sbagliata. Giocare a carte stimola una cattiveria secca.

I quarantenni si bevono il caffè al bancone, usciti di casa in tuta e scarpe da ginnastica, mentre i due ragazzi cinesi preparano le ciotoline di patatine e arachidi per l’ora dell’aperitivo e sorridono in un italiano elementare al momento dello scontrino. Fuori ci sono quelli che fumano e parlano di calcio, gli extracomunitari integrati, i meridionali che usano il dialetto con l’accento del sud.

Dentro qualche donna a tavolino tirata a lucido che arriva dalla messa, le brioche ormai sono poche ma per fortuna quella alla marmellata al limone è rimasta.

 

edf

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