la matematica è un’opinione

Stamattina sono andata a Messa ed era da tempo che non ci andavo e avevo dimenticato quanto è bello osservare le persone anche durante i riti religiosi. In effetti tendo a farmi distrarre dall’umanità anche se ci sarebbe da recitare che aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà ma trovo che sia così avvincente cercare la meraviglia del Creato nelle persone che Dio non me ne vorrà se dimentico qualche strofa.

C’era questo papà quarantenne e suo figlio piccolino tipo cinque/sei anni con la sindrome Down. Il papà l’aveva messo a sedere sui gradini della scala e questo bimbo non era avvezzo a prestare attenzione alla risurrezione dei morti e giocava in silenzio buono buono con un calzino rosso. Faceva dondolare questo calzino rosso su e giù e intanto si spostava un po’ sui grandini per cambiare posizione, e questo papà forse un po’ stanco o forse provato o forse incazzoso lo sgridava e gli diceva metti giù le gambe e stai fermo e stai zitto e questo e quell’altro e che palle papà ma c’ho la sindrome e devo pure stare composto.

Mateo frequenta un gruppo in cui tutti i venerdi ballano e a fine anno ci sarà pure uno spettacolo, disabilità diverse che insieme si divertono da matti e infatti da uno a dieci Mateo dice che gli piace mille. Finita la lezione c’è questa piccola anticamera che si riempie di colori e voci e personalità diverse ma tutti in modo uguale hanno un genitore o una nonna che gli allaccia le scarpe e se non lo sapete lo dovrà fare per tutta la vita.

Mi dispiace per quel papà quarantenne e il suo bimbo speciale perchè non ha ancora realizzato che nella vita gli servirà tanta pazienza e anche se devi allacciargli le scarpe sempre o non stanno mai fermi o fanno dondolare calzini rossi nei posti più impensati può essere un’avventura che da uno a dieci è arricchente mille.

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