Toc toc. Chi è?

Ho capito una cosa.

O perlomeno, mi pare di averla capita. Mi tengo aperta la porta del dubbio.

Ho capito che la felicità non è una roba massiccia che arriva dall’alto e ti sommerge completamente come una sorta di beatificazione eterna.

E’ piuttosto come la linea dell’encefalogramma, fatta di linee e picchi.

La felicità arriva a sprazzi, a getti, a momenti improvvisi e con intensità diverse: c’è quella acuta che accellera il cuore, quella più moderata che lascia stampato un sorriso per alcuni minuti. Poi quella blanda che crea un sottofondo di appagamento che può durare anche qualche ora, quella che lascia un’impronta in memoria e che richiami quando ti senti un po’ giù.

Di certo non è uno stato continuo nè un obiettivo che possiamo prefissarci, con lo slogan “ricerco la felicità”.

La felicità, io credo, è soprattutto una botta di culo e quando arriva bisogna riconoscerla e tenersela stretta.

 

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